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Mai dette, ma le ripetiamo sempre Ecco le frasi fantasma della storia

Marzo 22, 2009 · Lascia un Commento

Poiché l’autore della ricerca, il giornalista inglese Daniel Finkelstein, non fornisce alcun dato per verificare la scientificità delle sue conclusioni pubblicate ieri sull’edizione online di Times in merito alle «dieci frasi più celebri mai dette», non siamo per nulla d’accordo con quello che dice. Ma difenderemo fino alla morte il suo diritto a dirlo. Un principio cardine del concetto di tolleranza per il quale non dobbiamo ringraziare, come si crede, Voltaire (né tantomeno Rousseau), ma Evelyn Beatrice Hall, una oscura saggista che agli inizi del Novecento ricostruì vita e opere del filosofo nel libro The Friends of Voltaire. Fin troppo semplice… Anzi, «Elementare, Watson!». Battuta peraltro infilatasi di soppiatto nella storia della letteratura e dell’immaginario collettivo ma che Sherlock Holmes non ha mai detto e Arthur Conan Doyle non ha mai scritto. Sebbene in una pagina del racconto intitolato Il caso dell’uomo deforme, del 1893, c’è uno scambio di battute che può aver generato la leggenda: Watson, dopo aver ascoltato una delle proverbiali deduzioni di Holmes, esclama: «Semplice!». E Holmes risponde: «Elementare!». E così oggi tutti ripetono fideisticamente la nota citazione… Del resto «Quando la gente smette di credere in Dio, non è vero che non crede in niente, perché crede in tutto»: uno straordinario insegnamento tramandatoci da qualche divulgatore un po’ troppo entusiasta di Gilbert Keith Chesterton, ma che non è certo appartenga al famoso scrittore.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=337823

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